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SMLIGHT SMHUB NANO: The Swiss Army Knife!

SMHUB Nano: "Quindi questa antenna è di per sé un coltellino svizzero che vi può servire per fare qualunque cosa." "Potete creare letteralmente delle piccole infrastrutture decentralizzate basandovi soltanto su di essa, senza avere interfacce grafiche, senza avere niente." "Il grosso vantaggio è che comunque lui vi dà una piattaforma libera per fare qualunque esperimento voi vogliate." "Ottima antenna, ottime possibilità di sviluppo." "Se siete utenti smaliziati, una roba di questo tipo vi permette di gestire al 100% una casa in modo locale.".

Transcript
<p><strong>Titolo:</strong> SMLIGHT SMHUB NANO: Il coltellino svizzero!<br><strong>Canale:</strong> Alessandro Simonitto</p><p>Ciao a tutti, bentrovati in questo nuovo video sui prodotti compatibili con la nostra domotica. Oggi abbiamo in test un’altra “antenna” di SMLIGHT, ovvero l’<strong>SMHUB Nano</strong>.</p><p>Partiamo con una cosa fondamentale da dire subito: questa non è la classica antenna Zigbee o Thread che potete trovare sul mercato, ma si tratta di una piattaforma indipendente. Cosa vuol dire? Vuol dire che all’interno non ha soltanto il modulo radio che vi permette di comunicare, ma è una micro-installazione che potete utilizzare per gestire in locale i vostri dispositivi.</p><p>In questo caso il chipset di gestione della nostra antenna Zigbee/Matter è un <strong>EFR32 MG24</strong>, quindi una delle migliori che si trovano in commercio.</p><p>A livello di gestione, ve lo dico già subito, non è un prodotto adatto ai neofiti o a chi comincia. Per quel caso ci sono sia le <strong>SLZB-06</strong> che le <strong>SLZB-MR3</strong>, ok? Se dovete iniziare, conviene puntare a quelli. Se invece siete già utenti esperti e avete bisogno di funzionalità extra sulla vostra domotica, in questo caso lui farà al caso vostro.</p><p>Qual è la differenza principale? È che lui, essendo un’unità super integrata con tutte le funzionalità base, ci permette di gestire localmente tutto quello che è gestito da Zigbee e da MQTT. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che è in grado di lavorare indipendentemente dalla nostra installazione di Home Assistant perché localmente è capace di far girare Zigbee2MQTT, è capace di far girare un broker MQTT integrato e può, tramite un cavo di connessione, aggiungere nuove periferiche per dare nuove funzionalità.</p><p>Adesso vi faccio vedere subito l’antenna che ho già qui connessa perché stavo facendo dei test. Vedete che è connessa via cavo USB per l’alimentazione ed è connessa via Ethernet, in questo caso, perché attualmente il mio switch non supporta la funzionalità PoE. Se invece doveste avere uno switch con capacità PoE, allora potete alimentare direttamente il dispositivo tramite questo tipo di connessione.</p><p>La cosa molto bella, però, è che lui, come vedete, ha una sola antenna che potete utilizzare sia per Zigbee sia per Thread, dato che funzionano con la stessa banda di frequenza di emissione.</p><p>In alternativa potete prendere una prolunga come questa e, se avete bisogno di avere entrambe le funzionalità sia Matter che, ad esempio, Zigbee, allora potete prendere un secondo bridge come questo, che è un <strong>SLZB-07</strong>, lo andate a connettere direttamente nella sua prolunga e lo andate ad alimentare dalla porta USB direttamente qui sopra. In questo caso lui si occuperà di fare da scambio dati per entrambi i sistemi di utilizzo.</p><p>Potete attaccare anche altre periferiche: ad esempio potete attaccare dei router 4G per darvi una connettività remota, oppure potete attaccare delle antenne Z-Wave, perché lui è capace di gestire tutto quanto: all’interno potete installare dei micro-pacchetti Docker che vi permettono di far funzionare questo tipo di applicazioni.</p><p>Adesso ci spostiamo un attimo sulla dashboard così vi faccio vedere come funziona, perché è leggermente diversa da quella classica che abbiamo sugli altri SLZB. Andiamo sulla pagina: potete notare che è praticamente vuota nella sezione dashboard perché, giustamente, è una versione beta. Potete cliccare per la modalità notturna, però essendo ancora in sviluppo non è ancora supportato il cambio di visualizzazione.</p><p>Se cliccate sulla schermatina, vedete che all’interno ci sono una serie di funzionalità. Se andate sulla guida “Early Adopter Quickstart Guide”, vi porta su una guida che vi spiega che cosa potete fare con questo dispositivo, con tutte le spiegazioni del caso. Siamo quasi all’uscita 1.0, quindi siamo abbastanza pronti alla release finale: molte funzionalità sono già presenti. Però sotto “under dev” abbiamo ancora alcune cose che non ci sono, come ad esempio: buttons, connect to SM Cloud (il loro cloud personale), logs, SD card e service LED. Questi non sono ancora funzionanti per ora, ma a breve dovrebbero diventare disponibili.</p><p>Vi faccio vedere anche le specifiche tecniche, perché sono rilevanti. Il processore è un <strong>RISC-V</strong>, con memoria a 1 GHz più modulo accessorio coprocessore da 700 MHz, RAM 512 MB e storage 8 GB di memoria integrata, a cui potete attaccare una microSD per ampliare lo spazio nel caso non vi bastasse. Connettività: RJ45, supporto PoE, alimentazione tramite USB-C oppure tramite PoE. Supporta anche un UPS, cosa molto utile se volete farlo funzionare anche in assenza di corrente.</p><p>Sistema operativo basato su Linux (SMA OS) e applicazioni preinstallate: Zigbee2MQTT, Matter Bridge, Node-RED, Mosquitto, WireGuard e Z-Wave JS UI per il supporto a Z-Wave.</p><p>Questa è la schermata di base su cui vi potete connettere. Potete anche connettervi via SSH se volete mandare comandi direttamente a lui, se siete sulla stessa rete. Se siete utenti base è meglio non toccare, perché rischiate di fare danni: è un accesso tramite terminale, utile spesso per aggiornare il dispositivo senza passare dalle interfacce grafiche.</p><p>Adesso vi faccio vedere una carrellata delle funzionalità. Non entro troppo nel dettaglio perché vorrei farlo più avanti quando lo montiamo in una vera installazione. In questa recensione vi faccio vedere le funzionalità dell’antenna senza andare troppo nello specifico, perché c’è veramente tanto da dire.</p><p>Vedete che avete dashboard e poi Zigbee2MQTT, Matter Bridge, Node-RED e Z-Wave: sono i plugin installati. Se volete aggiungerne altri, andate su “apps” e vi fa vedere le app installate e quelle non installate. Node-RED serve principalmente per darvi funzionalità di connessione/automazione tra hardware senza passare necessariamente da interfacce grafiche, usando MQTT.</p><p>Abbiamo poi SMHUB Service e SMHUB Web (interfaccia web e servizi di base), Tailscale per connettervi da remoto, e anche WireGuard per una connessione VPN.</p><p>Tra le app troviamo anche i vari Matter Bridge (inclusi quelli specifici, ad esempio per Shelly): servono per trasferire i dati nel protocollo Matter. Potete usare anche un Matter Bridge per Zigbee2MQTT, per esporre in Matter ciò che arriva da Zigbee2MQTT e portarlo su un’altra installazione.</p><p>Abbiamo la schermata console per dare comandi Linux per debugging, connessioni SSH o upgrade. Mi raccomando: attenzione, perché potete anche inchiodare il dispositivo se non sapete cosa state facendo.</p><p>Sotto “settings” trovate vari parametri, anche se l’interfaccia è ancora un po’ rotta: io consiglio di usarla in chiaro perché compaiono dei tasti che altrimenti non si vedono. Potete creare un campo di autorizzazione: fatelo se lo dovete usare. Attualmente il dispositivo Linux è già programmato con un utente root e un utente di default. Non esponete questo dispositivo al web se non sapete cosa state facendo, perché rischiate accessi indesiderati.</p><p>C’è anche la funzione “backup”, aggiunta da poco, che permette di creare un backup delle installazioni fatte sul dispositivo. Vi serve se avete configurato tutto e volete un backup di sicurezza. Se gestite i dispositivi localmente senza Home Assistant, potete fare automazioni con Node-RED; tutto ciò che create può essere salvato in un backup scaricabile, utile se l’unità si danneggia o se volete ripristinare una versione precedente.</p><p>Sotto Ethernet trovate i parametri di rete. In “configuration” potete cambiare alcuni parametri, definire la time zone e il nome del dispositivo. C’è anche una sezione LTE, nel caso abbiate un modem LTE via USB per dare connettività remota. Anche qui: attenzione prima di abilitarla senza le dovute misure di sicurezza.</p><p>MQTT vi permette di definire le funzionalità di Mosquitto e vedere i log. La sezione “radio” vi permette di definire la modalità della radio (Zigbee Coordinator) e di flashare il firmware: selezionate “factory coordinator firmware”, fate update e lui flasha il firmware. Se invece volete usare Thread, basta flashare la versione corretta del firmware per Thread.</p><p>Il processo è relativamente veloce: scarica il firmware e lo scrive. Spesso, quando parte, potrebbe non avere firmware installato, quindi è buona prassi farlo subito.</p><p>Sotto “update” potete scegliere stabile o in sviluppo e aggiornare l’OS. Sotto USB vedete le porte connesse. Sotto Wi‑Fi potete abilitare le funzionalità Wi‑Fi. WireGuard permette di creare un tunnel VPN, utile se non volete usare Tailscale o se il dispositivo è in un’altra abitazione e avete bisogno di accedere da remoto.</p><p>Ora vi spiego con un esempio come funziona. Facciamo conto di avere da una parte Home Assistant e dall’altra la nostra unità SMHUB. Possiamo fare la comunicazione in due modi.</p><p>Opzione uno: Home Assistant ha il suo MQTT e dalla SMHUB abbiamo la radio Zigbee che fa da coordinatore per i dispositivi. Facciamo uno scambio di dati direttamente con l’MQTT di Home Assistant. Va bene se, ad esempio, volete mettere la SMHUB in garage o in una parte della casa: siete vincolati a far gestire il tutto da Home Assistant e usate la sua interfaccia.</p><p>Seconda alternativa: Zigbee parla con un MQTT locale (sulla SMHUB) e da lì condividete i dati verso l’altro MQTT. Vantaggio: anche se cade Home Assistant, lui continua a funzionare localmente gestendo i dati. Il problema è: come fate a far funzionare i comandi/automazioni in locale se vi cade il collegamento verso Home Assistant? Qui entra in gioco Node‑RED.</p><p>Con Node‑RED, la vostra infrastruttura diventa indipendente: Node‑RED parla con MQTT e con Zigbee e gestisce le automazioni localmente. Quando rileva la pressione di un tasto, cambia lo stato della lampadina. Quando rileva un cambio di stato, lo manda poi a Home Assistant. Da Home Assistant vedrete cambiare lo stato dei dispositivi e potete anche mandare comandi, ma ciò che fa funzionare tutto in locale, anche in assenza di connessione, è Node‑RED.</p><p>Quindi questa antenna è di per sé un coltellino svizzero che vi può servire per fare qualunque cosa. Potete creare letteralmente delle piccole infrastrutture decentralizzate basandovi soltanto su di essa, senza avere interfacce grafiche, senza avere niente.</p><p>Lo svantaggio è che vi serve un minimo di conoscenza di Linux: se non ce l’avete, rischiate di esporre la connessione all’esterno. Avendo un account root e credenziali di default, può essere problematico a livello di sicurezza se lo esponete online tramite VPN senza le dovute attenzioni.</p><p>È un’ottima antenna, ma un po’ pericolosa nella gestione se siete alle prime armi. Se dovete iniziare con la domotica, io gestirei il tutto con una <strong>SLZB-06</strong> o una <strong>SLZB-MR3</strong>, che sono più facili da gestire con Home Assistant. Sì, sarete più limitati, ma è più semplice per un utente base.</p><p>Un dispositivo di questo tipo vi dà un’ampissima possibilità di personalizzazione. Fate solo attenzione a non sovraccaricarlo: il processore è comunque 1 GHz, quindi non aspettatevi le prestazioni di un mini PC. Guardate quanto è grosso: è microscopico.</p><p>Il grosso vantaggio è che vi dà una piattaforma libera per fare qualunque esperimento vogliate. Ottima antenna, ottime possibilità di sviluppo. Se siete utenti smaliziati, una roba di questo tipo vi permette di gestire al 100% una casa in modo locale.</p><p>Lo svantaggio è che dovete essere utenti un po’ più evoluti. Il prezzo è circa 60€, quindi circa 10€ in più della MR3. Avete anche la capacità di espandervi tramite le porte USB. Sta a voi: chiedetevi “Sono in grado di gestire un dispositivo di questo tipo?”. Se sì, il mio consiglio è prenderlo, perché in futuro potete fare un upgrade alla vostra installazione. Se invece siete alle prime armi, passate da una <strong>SLZB-06</strong> e iniziate da lì.</p><p>Detto questo, spero che questo video introduttivo vi sia stato utile. A breve voglio portarvi una recensione più approfondita con tutti i parametri configurati, così vediamo effettivamente le capacità nel dettaglio. Iscrivetevi al canale per non perdere i prossimi video e vedrete come integrarlo nella vostra domotica.</p><p>Per il video di oggi è tutto. Ci vediamo a un prossimo video: come sempre il martedì per un altro prodotto compatibile con la nostra domotica, il giovedì per un’altra parte del video corso e lungo la settimana per qualche video extra. Ciao a tutti.</p>
SMLIGHT SMHUB NANO: The Swiss Army Knife!